In passato la gente ha usato la tecnologia come uno strumento per sopravvivere più facilmente. Oggi stiamo assistendo a un cambiamento in cui la tecnologia gioca un importante ruolo nella nostra società, non è più uno strumento di sopravvivenza ma si è rivelato un mezzo di comunicazione e di intrattenimento per connettersi con le persone.

Sin dalla tenera età, l’essere umano ama premere bottoni che s’illuminano e che fanno rumore. Forse non ce ne rendiamo conto ma è quello il momento della nostra vita in cui veniamo rapiti dalla tecnologia.
Ed ecco che ci ritroviamo quotidianamente e in tutte le circostanze (spesso fuori luogo) invasi da luci e bip vari di cui non possiamo fare più a meno.

Dai giochini elettronici per neonati allo smartphone il passo è veramente breve, i bambini di oggi infatti sono sin da subito abituati all’utilizzo di tablet e smartphone sviluppando una sorta di dipendenza che più avanti nell’età può trasformarsi positivamente o negativamente.

La tecnologia e Internet sono una coppia vincente per la società odierna che diverte l’uomo e gli rende la vita lavorativa e sociale più agevole e veloce, anche se non è esente da possibili cattivi utilizzi ed anche da abusi che generano poi, possibili quadri di dipendenza.

Ma non tutte le dipendenze possono essere considerate negative. Grandi aziende come Microsoft, Apple e Samsung lavorano ai loro progetti proprio sulla base di informazioni ottenute attraverso indagini psicologiche di mercato sull’essere umano e le sue dipendenze. Ciò che ne emerge sono campagne pubblicitarie studiate ad hoc che poi vanno a soddisfare tutte le nostre esigenze.

Anche uno studio della Stanford University, condotto nel 2013, ha rivelato che le strategie basate sulla psicologia umana sono la giusta soluzione per far funzionare meglio un prodotto. Non è certo un caso se ad esempio gran parte delle aziende che sviluppano giochi online, d’azzardo o per consolle puntano le loro strategie di marketing proprio sulla relazione tra tecnologia e psicologia. A questo proposito lo scrittore Artur S. Reber ha scritto un interessante articolo sulla figura del giocatore di poker dove si scopre che dietro al gioco c’è anche molta competitività, soddisfazione personale, voglia di emergere e di avere successo e questo ovviamente dipende anche dal tipo di prodotto che si utilizza.

La teoria dello stimolo-risposta di Lasswel spiega che il modo di comportarsi dell’uomo dipende appunto dal tipo di input che gli viene dato da un prodotto. Nel caso del settore del gambling ciò risulta molto evidente, infatti qui la differenza tra un sito ben organizzato e uno trascurato fa sì che un utente si fidi maggiormente di un buon sito, considerandolo tra i migliori siti di poker online in circolazione, mentre può etichettare come non sicura una piattaforma di poker con una tecnologia non all’avanguardia.
Questo del gambling è probabilmente un esempio molto estremo per capire quanto realmente la tecnologia possa “rapire” o meno l’uomo ma per comprendere più facilmente il concetto basta dare uno sguardo alla vita di tutti i giorni.

Lo strano utilizzo che spesso facciamo dello smartphone è l’esempio più concreto. È abbastanza comune, nella società di oggi, cenare in famiglia con il telefonino a tavola e questo ci rende completamente separati gli uni dagli altri causando una mancanza di comunicazione.

Il paradosso della tecnologia di comunicazione di massa è che diventiamo più distanti gli uni dagli altri quando scegliamo di abusare e di rendere gli smartphone, computer, televisione e simili il nostro principale mezzo di comunicazione con l’altro. La tecnologia è uno strumento meraviglioso che dovrebbe aiutare gli esseri umani a migliorare la loro qualità della vita, ma invece a volte ci impedisce di essere in grado di formare relazioni significative. Tuttavia gli effetti a lungo termine della comunicazione sociale moderna sono ancora da vedere, ma al momento gli aspetti vantaggiosi e quelli dannosi vanno di pari passo.

Per prevenire i danni, anche questa volta, può essere utile partire dalla tenera età evitando di mettere troppo in contatto i bambini con il mondo della tecnologia proprio durante l’ora di cena che risulta essere uno dei momenti più importanti di una giornata.

La Redazione